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Archive for giugno 2021

Dagli Hopopi all’Orchestra Sinfonica

Mi sono incensato alla grande ospitando qui sotto il racconto di Virgilio Biscaro, “ Un pezzo delle Orme suonato dall’orchestra sinfonica”. Mi sono reso conto che è un incenso raro e il suo profumo si sta propagando ogni angolo dell’Italia che canta e che suona, ed il tutto sta creando un nuovo movimento…ma forse ce l’ho solo io nella testa:

Tutti coloro che si interessano di musica sanno chi sono le Orme, ma pochi conoscono la recente storia della musica Italiana. Essendo io uno dei protagonisti la racconto pari, pari come l’ho vissuta.

L’annuncio di pochi giorni fa “Tony Pagliuca è pronto a pubblicare…” mantiene intatta la sua verità e non toglie niente al mio modo di vivere.

Anzi in questi giorni ha preso più forza il pensiero che andavo maturando: Veglio perché non so in quale giorno il mio Signore verrà. (Mt.24-42)

In questa trepida, straordinaria e gentile attesa ho pensato di cominciare a raccontarvi qui gli episodi più caratteristici che hanno formato la mia conoscenza.

Oggi vi racconto , attraverso alcune pagine prese dalla bozza del mio libro autobiografico, come sono nati gli Hopopi il mio primo gruppo musicale.

Vidi per la prima volta sul palco quattro giovani alti, baldanzosi, con i capelli lunghi, camicie bianche di pizzo con volants, pantaloni neri stretti e stivaletti: erano i Giacobini uno dei più forti gruppi beat del Veneto. Dopo il famosissimo brano di Bob Dylan, Blowin’ In The Wind e Turn!Turn!Turn! dei Byrds e tante altre canzoni, una più bella dell’altra, arrivò il suono dell’organo in The House Of The Rising Sun nella versione degli Animals, trasalii ( ) e sentii qualcosa di nuovo entrare dentro di me. Era la prima volta che sentivo la musica elettrificata suonata dal vivo: una sensazione dolce e forte assieme mi pervase il corpo e l’anima tanto da trasportarmi con leggerezza dentro un mondo sconosciuto e meraviglioso dove non potevano più entrare tristezza e malinconia.

Scoprii la potenza e la magia della musica dal vivo e mi resi conto in quel momento quanto bello fosse poter trasmettere agli altri questa gioia.

Da quel giorno la musica, quel tipo di musica, mi accompagnò ovunque, persino sul banco di scuola dove, seduto alla mia destra, avevo Paolo Rugolo. Lui, proprio lui e non un altro. Chissà, il caso, il destino, chissà quali arcane combinazioni me l’avevano messo al mio fianco per far nascere un connubio forte, un’amicizia vera, destinata a durare decenni. Con un comune denominatore: la musica, ovviamente.

«Paolo, hai visto il festival di Sanremo ieri sera»? Gli chiesi una mattina durante l’ora di storia.

Lui non rispose, si chinò su un fianco verso di me e sottovoce cantò per intero con precisione assoluta Una lacrima sul viso, interpretata con successo la sera prima da Bobby Solo.

Ricordava perfettamente musica e parole; la cosa mi colpì e gli chiesi come ci era riuscito.

«Semplice, la musica è molto orecchiabile e le parole le ho lette stamattina su un giornale», rispose, ridendo soddisfatto di avermi colpito ancora una volta, come aveva già fatto in altre occasioni.

Colsi la palla al balzo e gli spiegai che stavo facendo le prove con il mio primissimo gruppo i “Ciao Amici”, proprio come una nuova rivista da poco uscita nelle edicole che trattava di musica e problematiche giovanili.

«La cosa non mi sorprende, l’altra mattina ti ho sentito suonare benissimo alla fisarmonica… El Bandido».

«Ancora per poco Paolo, forse c’è un conoscente che ci offre il noleggio gratuito del Farfisa. Si tratta di un organo elettrico di produzione italiana», – chiarii e continuai – «ha un suono che non è male, l’ho sentito domenica al Big Club ai Quattro Cantoni, dove suonavano i Giacobini».

Il Big Club, detto anche il Piperino, era un locale dove alla domenica pomeriggio su due palchi si alternavano tutti i migliori gruppi di Mestre e di Venezia, e fra tutti ricordo bene Gli Uragani che erano i più famosi perché avevano già inciso dei dischi per la Carisch, ma ricordo anche I Royals, I Pipistrelli, The Quarrymen, I Sagittari, The Bunnyes, Le Margherite, Le Nuove Espressioni, I Conquistadores, The Soundowners, I Milord, I 4 del Teschio, Le Anime, Le Stalattiti, Le Ombre, I Draghi e tanti altri provenienti da differenti città del Veneto.

Fu in quell’occasione, dopo averlo sentito interpretare così bene la canzone di Bobby Solo che, così su due piedi, chiesi: «Paolo, perché non vieni a cantare nel nostro gruppo»?

«Dici davvero»?

«Davvero e certissimo, sabato ci troviamo al centro sociale; sarebbe magnifico con te. Potremmo fare le canzoni di Elvis Presley e quelle degli Animals.

Capii subito che la cosa gli interessava ma la risposta, in quel preciso momento, fu interlocutoria: «Devo parlarne a mio padre, chiedergli di uscire dopo cena. Lo sai, lui è contrario ma forse se si tratta di cantare… anche lui cantava una volta, era un tenore. Ti saprò dire».

Per sentire la Voce di Paolo Rugolo su YouTube: I Believe to my soul – Hopopi

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Che bello! Un pezzo delle Orme con L’orchestra Sinfonica OPV

Cari amici vi racconto un piccolo episodio avvenuto all’arrivo nella galassia dell’orchestra sinfonica.

Chi ha amato le Orme di Aldo, Germano, Michi e Tony non dimentica le grandi gioie e i propositi che si erano prefissati. Tra i tanti traguardi raggiunti e poi lasciati, ricordo qui con un video di Enzo Trapani la costituzione del quartetto , violino, violoncello, pianoforte e percussioni:

https://www.youtube.com/watch?v=diOeqPfCUsQ&ab_channel=rottensharkD

Oltre al coraggio e all’aspirazione di elevarsi alle vertigini della pura arte, il gruppo poi confermò la validità della scelta musicale dimostrando di saperci fare soprattutto in concerto. E’ cosa nota che nel 1980 il loro collaudato repertorio riproposto con gli strumenti acustici sconcertò gran parte dei numerosissimi appassionati, ma riascoltando oggi a distanza di 40 anni le registrazioni live di :Vedi Amsterdam, Felona e Sorona, Sguardo verso il cielo ecc. si rimane increduli e a bocca aperta.

Un senso di smarrimento arriva a chiunque l’ascolta e presto si dispiace nell’affermare che proprio questa è la musica che ora tanto incuriosisce. E ci chiediamo perché possa essere successo tutto questo?

Forse una risposta si può trovare nei fatti di questi giorni.

Il 12 Maggio a Padova ho assistito alla registrazione di Sospesi nell’incredibile: Ho visto entrare nell’auditorium San Carlo uno ad uno i professori d’orchestra e sedersi davanti allo spartito e aspettare.

Anch’io aspettando in un grande imbarazzo mi chiedevo cosa pensassero di Tony Pagliuca quei musicisti cresciuti suonando Strawinskij,Tchakowsky, Gershwin, ma ecco il giovassimo maestro Diego Ceretta che alza la bacchetta e improvvisamente le note scritte sul pentagramma si diffondono nell’aria in una magia indescrivibile, interrotta e sottolineata da uno dei musicisti che ancora prima di finire la registrazione si lascia sfuggire ad alta voce: Che bello!

Virgilio ( nella foto Tony Pagliuca alla prima prova d’orchestra OPV diretta da Diego Ceretta)

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Tony Pagliuca è pronto a pubblicare il primo dei cinque 45 giri, contenente i primi tre brani del doppio lavoro che uscirà per la metà del 2023 e che conterrà una rivisitazione per orchestra di “Felona e Sorona” ed il nuovo album-concept “A mani giunte”.

serie45giri@gmail.com

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