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Dagli Hopopi all’Orchestra Sinfonica

Mi sono incensato alla grande ospitando qui sotto il racconto di Virgilio Biscaro, “ Un pezzo delle Orme suonato dall’orchestra sinfonica”. Mi sono reso conto che è un incenso raro e il suo profumo si sta propagando ogni angolo dell’Italia che canta e che suona, ed il tutto sta creando un nuovo movimento…ma forse ce l’ho solo io nella testa:

Tutti coloro che si interessano di musica sanno chi sono le Orme, ma pochi conoscono la recente storia della musica Italiana. Essendo io uno dei protagonisti la racconto pari, pari come l’ho vissuta.

L’annuncio di pochi giorni fa “Tony Pagliuca è pronto a pubblicare…” mantiene intatta la sua verità e non toglie niente al mio modo di vivere.

Anzi in questi giorni ha preso più forza il pensiero che andavo maturando: Veglio perché non so in quale giorno il mio Signore verrà. (Mt.24-42)

In questa trepida, straordinaria e gentile attesa ho pensato di cominciare a raccontarvi qui gli episodi più caratteristici che hanno formato la mia conoscenza.

Oggi vi racconto , attraverso alcune pagine prese dalla bozza del mio libro autobiografico, come sono nati gli Hopopi il mio primo gruppo musicale.

Vidi per la prima volta sul palco quattro giovani alti, baldanzosi, con i capelli lunghi, camicie bianche di pizzo con volants, pantaloni neri stretti e stivaletti: erano i Giacobini uno dei più forti gruppi beat del Veneto. Dopo il famosissimo brano di Bob Dylan, Blowin’ In The Wind e Turn!Turn!Turn! dei Byrds e tante altre canzoni, una più bella dell’altra, arrivò il suono dell’organo in The House Of The Rising Sun nella versione degli Animals, trasalii ( ) e sentii qualcosa di nuovo entrare dentro di me. Era la prima volta che sentivo la musica elettrificata suonata dal vivo: una sensazione dolce e forte assieme mi pervase il corpo e l’anima tanto da trasportarmi con leggerezza dentro un mondo sconosciuto e meraviglioso dove non potevano più entrare tristezza e malinconia.

Scoprii la potenza e la magia della musica dal vivo e mi resi conto in quel momento quanto bello fosse poter trasmettere agli altri questa gioia.

Da quel giorno la musica, quel tipo di musica, mi accompagnò ovunque, persino sul banco di scuola dove, seduto alla mia destra, avevo Paolo Rugolo. Lui, proprio lui e non un altro. Chissà, il caso, il destino, chissà quali arcane combinazioni me l’avevano messo al mio fianco per far nascere un connubio forte, un’amicizia vera, destinata a durare decenni. Con un comune denominatore: la musica, ovviamente.

«Paolo, hai visto il festival di Sanremo ieri sera»? Gli chiesi una mattina durante l’ora di storia.

Lui non rispose, si chinò su un fianco verso di me e sottovoce cantò per intero con precisione assoluta Una lacrima sul viso, interpretata con successo la sera prima da Bobby Solo.

Ricordava perfettamente musica e parole; la cosa mi colpì e gli chiesi come ci era riuscito.

«Semplice, la musica è molto orecchiabile e le parole le ho lette stamattina su un giornale», rispose, ridendo soddisfatto di avermi colpito ancora una volta, come aveva già fatto in altre occasioni.

Colsi la palla al balzo e gli spiegai che stavo facendo le prove con il mio primissimo gruppo i “Ciao Amici”, proprio come una nuova rivista da poco uscita nelle edicole che trattava di musica e problematiche giovanili.

«La cosa non mi sorprende, l’altra mattina ti ho sentito suonare benissimo alla fisarmonica… El Bandido».

«Ancora per poco Paolo, forse c’è un conoscente che ci offre il noleggio gratuito del Farfisa. Si tratta di un organo elettrico di produzione italiana», – chiarii e continuai – «ha un suono che non è male, l’ho sentito domenica al Big Club ai Quattro Cantoni, dove suonavano i Giacobini».

Il Big Club, detto anche il Piperino, era un locale dove alla domenica pomeriggio su due palchi si alternavano tutti i migliori gruppi di Mestre e di Venezia, e fra tutti ricordo bene Gli Uragani che erano i più famosi perché avevano già inciso dei dischi per la Carisch, ma ricordo anche I Royals, I Pipistrelli, The Quarrymen, I Sagittari, The Bunnyes, Le Margherite, Le Nuove Espressioni, I Conquistadores, The Soundowners, I Milord, I 4 del Teschio, Le Anime, Le Stalattiti, Le Ombre, I Draghi e tanti altri provenienti da differenti città del Veneto.

Fu in quell’occasione, dopo averlo sentito interpretare così bene la canzone di Bobby Solo che, così su due piedi, chiesi: «Paolo, perché non vieni a cantare nel nostro gruppo»?

«Dici davvero»?

«Davvero e certissimo, sabato ci troviamo al centro sociale; sarebbe magnifico con te. Potremmo fare le canzoni di Elvis Presley e quelle degli Animals.

Capii subito che la cosa gli interessava ma la risposta, in quel preciso momento, fu interlocutoria: «Devo parlarne a mio padre, chiedergli di uscire dopo cena. Lo sai, lui è contrario ma forse se si tratta di cantare… anche lui cantava una volta, era un tenore. Ti saprò dire».

Per sentire la Voce di Paolo Rugolo su YouTube: I Believe to my soul – Hopopi

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